Monti Invisibili
Traversata dell’Olgiata
Quota 165 m
Data 21 febbraio 2026
Sentiero non segnato
Dislivello in salita 188 m
Dislivello in discesa 151 m
Distanza 15,27 km
Tempo totale 4:19 h
Tempo di marcia 3:55 h
Cartografia Carta escursionistica Parco di Veio
Descrizione Dalla stazione di La Storta della linea ferroviaria FL3 con l’autobus 030 (ogni ora al minuto 10 e 40) fino alla fermata Braccianese Aquasona (123 m). Poi costeggiando per campi il Fosso Pascolaro per la Cascata dell’Olgiata (106 m, +18 min.), l’area residenziale di Via Alberto Talone (139 m, +32 min.), la Stazione Olgiata (139 m, +57 min.), Via Vincenzo Tieri, Via Cassia, Via Sergio Bragato, la Cascata della Ninfa (80 m, +53 min.), il complesso etrusco della Tomba delle Anatre (102 m, +5 min.), La Mola (85 m, +21 min.), Isola Farnese (+10 min.) e la stazione di La Storta (+39 min.). Piacevole e agevole passeggiata in contesto campestre e urbano. Tomba delle Anatre chiusa; accesso a Isola Farnese temporaneamente riservato solo ai residenti per la frana che ha interrotto la strada di accesso.

030 la Storta

029 Mola di Veio

028 Grotta

027 Tomba delle Anatre

026 Cascata della ninfa.

025 Cascata della Ninfa

024 Ponte chiuso sul Fosso Piordo

023 Stazione Olgiata

022 Stazione Olgiata

021 Verso la Stazione Olgiata

020 Verso la Stazione Olgiata

019 Verso la Stazione Olgiata

018 Verso la Stazione Olgiata

017 Verso la Stazione Olgiata

016 Verso la Stazione Olgiata

015 Verso la Stazione Olgiata

014 Verso la Stazione Olgiata

013 Area residenziale Via Alberto Talone

012 Verso la Stazione Olgiata

011 Verso la Stazione Olgiata

010 Cascata dell'Olgiata

009 Cascata dell'Olgiata

008 Cascata dell'Olgiata

007 Cascata dell'Olgiata

006 Cascata dell'Olgiata

005 Cascata dell'Olgiata

003 Cascata dell'Olgiata

002 Verso la Cascata dell'Olgiata

001 Via Braccianese fermata atac 030

000 Traversata dell'Olgiata
Traversata dell’Olgiata, 21 febbraio 2026. “Soprattutto non perdere la voglia di camminare: io, camminando ogni giorno, raggiungo uno stato di benessere e mi lascio alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori li ho avuti mentre camminavo, e non conosco pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata... ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati... Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene”.
Il noto pensiero di Søren Kierkegaard – riportato da Bruce Chatwin ne Le vie dei canti – mi frulla per la testa mentre, dopo questo lunghissimo periodo di maltempo, mi avvio per i campi sotto un cielo finalmente luminoso. E proprio male mi sono sentito durante questo mese senza uscite significative, in una condizione psicosomatica di malessere vero: fisico e mentale.
Eppure per mancanza di tempo sto procedendo in un contesto fra l’agricolo e l’urbano a un tiro di schioppo da casa, raggiunto con una combinazione di treno e autobus urbano che rende questa gita virtualmente a costo zero (sono abbonato dal lontano 1980).
Treno urbano per La Storta, autobus 030 e sono in mezzo a una strada – la Braccianese Claudia, per la precisione – che abbandono il prima possibile per saltare il guard-rail e ritrovarmi in cammino nel desktop di Windows XP.
Fra fango e orme di cinghiali seguo le anse del Fosso Pascolaro e mentre alle mie spalle scema il rombo delle automobili, in una piacevole complementarità davanti cresce quello di acque a precipizio. Un facile guado, cerco un varco nella vegetazione e sono su una mensola rocciosa a picco su acque ribollenti e a fianco della Cascata dell’Olgiata.
Un rivolo scende fra le mie gambe, mentre il più poderoso getto di una quindicina di metri precipita di lato in una sorta di ampio pozzo, dal quale l’acqua riprende il suo corso attraversando un ponte sodo. Sicuramente la più bella – e sconosciuta – cataratta dell’ampio territorio di Veio.
Dopo essermi pericolosamente arrampicato e averne esplorato i versanti, riprendo il cammino su una carrareccia in un contesto agricolo che diviene poi momentaneamente urbano nell’attraversamento di un’isolata area residenziale.
Fossi profondi incidono questo territorio di campi coltivati che mi conduce infine alle rotaie della Stazione Olgiata. Mi attende ora un lungo attraversamento per vie periferiche. Lo sguardo dei nativi è sempre sospettoso quando vedono un tizio in zaino e scarponi dove in teoria non dovrebbe stare.
Ma ecco che posso nuovamente abbandonare l’ambito urbano e un sentierino ingombro di rifiuti mi guida verso il cuore del Parco di Veio. I ruderi di un ponte e sono quindi al laghetto dove si getta l’altra sconosciuta sorpresa della Cascata della Ninfa. Il rumore della strada è vicinissimo, a pochi metri in alto, ma questa meraviglia resta celata e nascosta.
Mi arrampico alla serrata porta della Tomba delle Anatre e riprendo il mio cammino verso il bel borgo di Isola Farnese. La recente frana ha interdetto l’accesso ai non residenti e dopo due chiacchiere coi vigili di guardia mi approssimo alla stazione di La Storta. Non prima di un boccale di bionda, in tempo poi per una pennichella pomeridiana nel letto di casa.