Monti Invisibili
geotagging
Geotagging
Il fotografo viaggiatore ed escursionista avverte sicuramente l'esigenza di localizzare con precisione i propri scatti una volta rientrato a casa. Infatti, dopo un viaggio o un trekking, non sempre è facile ricordare esattamente i luoghi, soprattutto quando si è alle prese con centinaia di immagini. Se però riusciamo ad associare a ogni scatto i dati di latitudine e di longitudine, questo ci consente di organizzarli, ricercarli e visualizzarli geograficamente su mappe e sistemi cartografici digitali, ma anche di condividerli agevolmente caricandoli in uno dei tanti servizi online in grado di interpretare i GeoTag, ad esempio Panoramio o Flickr.
La prima alternativa è dotarsi di una fotocamera con unità GPS integrata, ad esempio la Nikon AW110 o la Canon PowerShot SX230 HS, oppure collegare alla propria reflex un'antenna GPS esterna come la Nikon GP-1: in entrambi i casi, al momento dello scatto i valori di coordinata e di quota saranno registrati nei dati EXIF della foto. Ricordo che l'EXIF è uno standard che permette di salvare nell'immagine informazioni supplementari come le impostazioni di scatto, il modello della fotocamera, il nome dell'autore e altro.
Ma esiste una seconda possibilità, leggermente meno precisa, ma che si può applicare a posteriori a tutti gli scatti digitali: è sufficiente che mentre fotografiamo abbiamo un GPS acceso e che fotocamera e GPS siano sincronizzati, cioè che presentino lo stesso orario. L'idea si basa sul fatto che nei dati EXIF di ogni scatto è registrata l'ora in cui è stato effettuato e analogamente il GPS registra la posizione associando a ogni coordinata un orario. Mettendo in relazione questi due orari è possibile attribuire automaticamente la coordinata all'immagine con l'approssimazione di pochi metri. Questo processo, che prende il nome di geotagging, si effettua attraverso diversi software, scaricabili gratuitamente dalla rete.
Ad esempio GPicSync (code.google.com/p/gpicsync), che permette di visualizzare direttamente le immagini geolocalizzate in Google Earth e salva questa visualizzazione in un file KMZ da utilizzare per condividere le foto e i percorsi. GiSTEQ PhotoTrackr (www.gisteq.com) consente anche di georeferenziare manualmente le immagini indicandone la localizzazione su Google Maps, mentre GPSPhotoLinker (www.earlyinnovations.com) permette di vedere direttamente la localizzazione su Google Maps e registra automaticamente negli EXIF stato, regione e città del luogo dello scatto. Per finire PhotoGPSEditor (www.mmisoftware.co.uk), con funzionalità analoghe ai precedenti.
Per la georeferenziazione si procede in questo modo. Prendiamo fotocamera e GPS e sincronizziamo l'orario della prima con quello del secondo; poi mettiamo il GPS acceso nello zaino e usciamo a fotografare. Tornati a casa, scarichiamo nel computer le immagini e il tracklog e, mediante uno dei software citati, siamo pronti per il geotagging. I vari programmi utilizzano formati e procedimenti leggermente diversi, ma in generale le foto devono essere in formato JPG, il tracklog in quello GPX e il metodo prevede di caricare nel software la cartella con le immagini e il tracklog e quindi di cliccare su Sincronizza. Alla fine del processo i dati di latitudine e longitudine saranno stati registrati negli EXIF delle immagini. Nel download un esempio di immagine georeferenziata.
Valle del bicchiero.jpg
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