Monti Invisibili
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Argentina, Patagonia e Terra del Fuoco, 27 agosto - 19 settembre 1993 
 
Dal diario di viaggio
 
Ushuaia, 31 agosto 1993. Una pipa ben carica, una calda tazza di tè: ora è il momento adatto per raccontare. Dunque sono arrivato qui ieri mattina dopo 3.100 chilometri e 5 ore di volo da Buenos Aires. L’arrivo con l’aereo a bassa quota sul Canale di Beagle mi ha ricordato l’entrata nel fiordo di Seydisfjordur, in Islanda, nel lontano 1990. Quindi ho trovato alloggio e ho iniziato a scarpinare.
La città ricorda Klaksvik, nel nord delle Far Øer: tante case colorate. Ma Ushuaia ha qualcosa di fantastico: le strade sono per lo più in terra, dietro di lei troneggiano maestose montagne ammantate di neve e ghiacci ed è affacciata sul Canale di Beagle. Dall’altra parte del canale si stagliano imponenti le altre cime delle isole cilene. Ieri quindi ho passeggiato per la città e per le montagne retrostanti. Ma alle 19,30 sono dovuto andare a letto perché non mi reggevo in piedi.
Questa mattina, dopo ben 12 ore di sonno, mi sono avviato finalmente alla volta del Parco Nazionale della Terra del Fuoco. E’ stata una passeggiata meravigliosa e faticosissima: oltre 25 chilometri a piedi in 8 ore e mezzo di marcia, nella completa solitudine di un esuberante scenario. Per fortuna ho ottenuto due passaggi: uno dal guardiaparco e uno da un argentino molto simpatico di nome Anibal.
Il parco è di un fascino difficile a raccontarsi: il sendero de Los Castores, con i laghetti e le dighe di quei paffuti animaletti; la Baia de Lapataia, plumbea sotto un cielo invernale; la Laguna Negra e la Laguna Verde, con acque cristalline; el Mirador de la Pampa Alta, dove si arriva fra alberi secolari, tronchi marciti, laghetti e sentieri ghiacciati e da cui si gode una vista fantastica del canale. Faticoso ed emozionante.
Nel pomeriggio ho fatto un altro giro per la città e ho comprato alcuni biglietti e la cena. Infatti domani mattina mi recherò in navigazione sul Canale di Beagle, per visitare una colonia di lobos (leoni marini) e cormorani. Poi domani notte alle 2,30 del mattino partirò in pullman per Punta Arenas, in Cile. In questo modo riuscirò a saltare la notte a pagamento. Qui costa tutto un’enormità e devo badare bene a farmi bastare i soldi. Ormai si è riiniziato a mangiare come ai vecchi tempi: sardine, tonno, latte e tozzi di pane.
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