Monti Invisibili
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Toscana,5-8 ottobre 2012

Dal diario di viaggio

San Gimignano, 6 ottobre 2012. La roulotte, la tenda ed ecco ancheil camper nel novero delle esperienze di viaggio della nostra piccola Vittoria,a breve prossima ai 5 anni.
Una fortunata coincidenzalavorativa e la Laika ci fornisce un mezzo per provare un itinerario turisticoqui in Toscana. Con Vittoria entusiasta oltre ogni dire, raccogliamo le nostrecarabattole e ci lanciamo su è giù per una strada serpeggiante, attraversovigneti che volgono al giallo e un paesaggio terroso che lentamente abbandona isentori estivi per abbracciare quelli autunnali.
Prima tappa Volterra, l'antica Velathri, alta su uncolle nella Val di Cecina a sorvegliare il suo ancora misterioso passatoetrusco. E in questo borgo di “vento e di macigno”, come lo descrivevaD'Annunzio, tutto è pietra da cui affiorano di frequente inaspettateconchiglie: le strade, le torri, i palazzi e infine le severe mura duecentescheche la cingono quasi interamente grazie a una collocazione geografica defilatache ha contenuto lo sviluppo della cittadina e conservato la sua animamedievale e rinascimentale.
Con i raggi radenti del sole èora di fare ritorno al camper. Pochi minuti di strada e siamo già a San Gimignano, dove ci fermiamo per lanotte, non prima di una lauta cena toscana. Presto Vittoria e la sua mammasprofondano nelle coltri dell’ampio letto di coda e io mi arrampico solitariosul basculante di prua, con il profilo dell'antico borgo che occhieggiaargenteo dall'oblò.

Spunta il sole e ci avviamo invisita di questa sorta di Manhattan medievale con le sue ardite e affusolate torri di pietra chesvettano verso il cielo. Dall’alto della Torre Grossa la vista èincomparabile su questo antico mondo di pietra incorniciato da dolci colli.
Ma come in tante altre città fortificate (vengono in mente MontSant-Michel e Concarneau in Francia) tanta bellezza attira giustamente unamassa di turisti e un'offerta commerciale che si intrufolano negliscorci più suggestivi.
Eppure, abbandonata la principaleVia San Giovanni, che attraversa tutto l’abitato, e le centrali piazze delDuomo e della Cisterna, ci si inoltra in un mondo antico e deserto, di ombrosivicoli dai rumori lievi, dove affiora il ronzio di un motofurgone e il profumodei panni lavati col sapone di Marsiglia. Senza dimenticare l'ingiustamentetrascurata passeggiata intorno alle mura fino alle gorgoglianti fontimedievali, fresche e quiete a contrasto con il clamore che si svolge sopra diloro.
Quando calano le tenebre, poi,le masse si allontanano e le vie rimangono dominio incontrastato di pochipassanti. Quattro passi crepuscolari per raggiungere la Cantina del Convento,un antico monastero annesso al duomo, ora trasformato in loco di mescita divini e di ammannimento di altre delicatezze. Una vernaccia, un colli senesi, unchianti accompagnati da ribollita, salumi e formaggi, e quando usciamobarcolliamo via verso il nostro camper.

Neanche un'ora di guida per laterza e ultima tappa e, dopo i borghi dei giorni precedenti, l'arrivo a Siena ha il sapore del ritorno incittà, reso più intenso dalla magnificenza dei palazzi, dall'altezza delletorri, dall'ampiezza delle piazze.
Siena è una città che sopraffài sensi con una presenza turistica inevitabilmente sovrabbondante, ma anche peril colore dei suoi palazzi e dei suoi tetti, quel terra di Siena, parentestretto dell'ocra e pigmento di antichissima origine, che dona alla cittadinatoscana un tono rilassante, armonioso e gradevole.
Passeggiare per le suecontrade è come introdursi in una serie continua di borghi medievali, ognunocon una sua storia, una sua vita e i suoi colori, raccolti dalle bandiere e dailampioni che marcano il territorio. In tanta abbondanza cromatica spiccano perla mancanza di colore, o forse proprio perché li riassumono e contengono tutti,le fasce bianche e nere del Duomo e del vicino battistero, gioielliarchitettonici che nascondono all'interno i propri tesori più preziosi.
E tutto questo è ammirabile inun solo colpo d'occhio dai vertiginosi ottantotto metri della Torre del Mangia,alta sulla conchiglia di Piazza del Campo e da dove la città appare incastonatafra i suoi colli.
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