Monti Invisibili
06%20Dalla%20direttissima%208%20foto.JPG05%20Piccolo%20Lagazuoi%2015%20foto.JPG04%20Pralongia%20Gruppo%20Sellla%206%20foto.JPG03%20Riferimenti%20autofocus%20202%20Riferimenti%20autofocus%201.JPG01%20Apertura
Mosaici digitali
Generalmente i 6,12, 16 megapixel dei nostri apparecchi sono più che sufficienti per i comuniscopi fotografici: basti pensare che con 12 megapixel di risoluzione possiamoottenere stampe di alta qualità fino a 36x25 cm di grandezza. A volte peròpossiamo desiderare stampe di dimensioni maggiori e dall'estesa gamma tonale osemplicemente un'immagine di risoluzione più elevata che possa essereingrandita al computer senza una significativa perdita di dettaglio,evidenziando quello che è difficile o impossibile vedere a occhio nudo. A menodi non volersi dotare di una nuova fotocamera – e comunque le risoluzionidisponibili non sono infinite – ci sono due soluzioni: l'interpolazione e lo stitching.
La prima è unaprocedura che permette di aggiungere pixel dove non ci sono e, per quantoprecisi possano essere i software di interpolazione, porta in ogni caso a unaperdita progressiva di qualità mano a mano che aumentano le dimensioni. Lostitching, dall'inglese cucire, consente invece di partire da una fotocameracon una risoluzione data per creare immagini di risoluzione dieci, venti,trenta, cinquanta, cento volte superiore, semplicemente unendo più scatti; ledimensioni finali sono più che altro limitate dalla pazienza nello scattare edalla potenza del computer a disposizione. Senza addentrarci nelle tecniche (enei problemi) dello stitching professionale, vediamo un modo semplice e rapidoper ottenere questi mosaici.

Lo scatto La tecnica è la stessa utilizzata per la realizzazione di foto panoramichee anche in questo caso i soggetti migliori sono quelli statici, con unandamento parallelo rispetto al piano focale della fotocamera: ad esempio unpanorama, una catena di montagne, un grande affresco, la facciata di un palazzoo di una chiesa. Eventuali soggetti in movimento all'interno nei singoli scattipotranno risultare poi tagliati o al contrario presenti più volte nel medesimomosaico.
Per la ripresa èindicata una fotocamera reflex, che consente il pieno controllodell'inquadratura, ma nulla impedisce l'impiego di una compatta. I miglioririsultati si ottengono utilizzando una focale intermedia, intorno ai 35-50 mmnel formato DX, che permette di lavorare a mano libera. La ripresa richiede unabuona profondità di campo e di conseguenza diaframmi relativamente chiusi, convalori compresi fra f8 e f16.
Gli scatti devonoessere eseguiti tutti con la medesima esposizione e le stesse impostazioni dibilanciamento del bianco e sensibilità, escludendo qualunque parametroautomatico che possa variare i risultati tra un'immagine e l'altra. Utilizzatequindi l'esposizione manuale o la funzione AE Lock regolandola sulla parte piùsignificativa del mosaico, generalmente quella che si inquadra con il sole allespalle. Evitate anche il polarizzatore, che produce vistose differenze diesposizione sul cielo. Gli scatti dovranno avere una sovrapposizione di circail 30% e possono essere realizzati sia su singola riga (in questo caso convienetenere la fotocamera in verticale) sia su più righe (in questo caso lasovrapposizione deve essere sia orizzontale che verticale).
Un suggerimento perla realizzazione è di utilizzare come guide i riferimenti dell'autofocuspresenti all'interno del mirino delle reflex: tenendo presente il particolaredel paesaggio che in uno scatto cade proprio sul riferimento più a destra,nello scatto successivo lo si pone su quello più a sinistra e così a seguire.

Lo stitching Diversi software permettono di cucire insiemepiù immagini. Alcuni sono già a corredo delle compatte digitali, come PanoramaMaker di Nikon e PhotoStitch di Canon. Altri sono scaricabili dalla rete:freeware, demo o a pagamento; fra questi Autostitch(www.cs.ubc.ca/~mbrown/autostitch/autostitch.html), Hugin (http://hugin.sourceforge.net), PTgui (www.ptgui.com).
Anche Photoshoppermette queste fusioni sotto il menu File>Automatizza>Photomerge.Una volta lanciata la funzione, è sufficiente indicare al programma le foto daunire e cliccare OK. Creata l'anteprima è possibile lavorare sulle singoleimmagini correggendone allineamento, orientamento e prospettiva prima di darel'OK per la creazione del file definitivo. In alternativa si può scegliere lafusione totalmente automatica. Ottenuto il mosaico potete applicare leregolazioni tonali e cromatiche desiderate, poi riducete l'immagine a un unicolivello e rifilatela con lo strumento Taglierina.
Per la fruizionepotete stamparla presso un laboratorio che tratti grandi formati o godervela alcomputer. In questo caso potete anche esportarla con Zoomify, una funzione di Photoshop che permette di esplorareun'immagine con modalità analoghe a GoogleMaps. Aperta la foto, selezionate File>Esporta>Zoomify; nellafinestra di dialogo potete applicare le preferenze di salvataggio, compresa ladimensione in pixel della finestra di visualizzazione. Questo formato ben sipresta alla pubblicazione sul web di immagini ad alta risoluzione, in quanto il file viene diviso in tanti piccoli settoriin formato jpg, potrà poi essere visionato con qualsiasi interfaccia Flash(presente nella maggioranza dei browser) e l'utente non scarica l'interaimmagine ma solo la porzione che sta vedendo, con un download estremamenteleggero anche per file pesanti.
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