Monti Invisibili
Monte Serrone
Quota 1.974 m
Data 23 agosto 2015
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 1.454 m
Distanza 25,05 km
Tempo totale 10:20 h
Tempo di marcia 8:57 h
Cartografia Il Lupo Parco Nazionale d’Abruzzo
Descrizione Dal bivio per Fonte Astuni (1.101 m) per i Prati d’Angro, il Rifugio Aceretta (1.203 m, +43 min.), la Fonte Aceretta (1.445 m, +36 min.), il Valico dell’Aceretta (1.686 m, +29 min.), il Valico Valcallano (1.697 m, +30 min.), il Rifugio di Iorio (1.830 m, +20 min.), il Valico Schiena d’Asino (1.709 m, +27 min.), Monte Serrone (1.974 m, +52 min.), il Balzo di Ciotto (1.944 m, +57 min.), i Tre Confini (1.992 m, +2,15 h), il Rifugio Coppo dell’Orso (1.860 m, +28 min.), Fonte Astuni (1.190 m, +1 h) e la macchina (+20 min.).
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Traccia GPS

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019RifugioCoppodellOrso.JPG018RifugioCoppodellOrso.JPG017RifugioCoppodellOrso.JPG016CampodiGrano.JPG015RifugioCoppodellOrso.JPG014VersoiTreConfini.JPG013VersoiTreConfini.JPG012CampodiGrano.JPG011MonteSerrone.JPG010MonteSerrone.JPG009Portella.JPG008MonteSerrone.JPG007SchienadAsino.JPG006VersoMonteSerrone.JPG005RifugiodiIorio.JPG004VersoRifugiodiIorio.JPG003VersoRifugiodiIorio.JPG002FonteAceretta.JPG001PratidAngro.JPG
Monte Serrone, 23 agosto 2015. E’ stata una vacanza di piacevoli scarpinate con Vittoria nell’esuberante flora alpina della Val Badia, fra vette rocciose intervallate da dolci pascoli e da boschi di conifere. E, a differenza del nostro Appennino, lì il sottobosco di abeti rossi, pecci, larici e cembri non è spoglio e brullo, ma un profluvio di ginepri, rododendri e pini mughi che sotto il sole rilasciano aromatici sentori simili a una buona english mixture per la pipa. Dolomiti dolci e aspre che si sono portate via lo scorso 10 agosto Denis, caduto durante un’ascesa solitaria sul Monte Cristallo.
Proprio con Andrea, commilite di Denis, ancora profondamente turbati dalla vicenda, andiamo oggi alla scoperta di un lembo del Parco Nazionale d’Abruzzo poco frequentato e invece di estrema bellezza e anche di facile raggiungibilità da Roma. Appena due ore di guida ed eccoci a Villavallelonga per la colazione nel bar del paese, dove appena entrati il gestore ci manda allegramente lì dove non si può dire (ma in effetti ce l’aveva con un altro avventore).
Con la pancia piena e l’orgoglio ferito ci avviamo di buon passo da Fonte Astuni per le ombrose faggete e gli assolati pascoli dei Prati d’Angro. La valle si restringe e sale ai 1.445 metri della copiosa Fonte Aceretta e poi finalmente ai 1.686 dell’omonimo valico, dove siamo su desolate piste e orridi impianti con vista su Pescasseroli.
Procediamo spediti e attraverso il Valico Valcallano siamo dunque ai 1.830 metri del panoramico Rifugio di Iorio, da dove un lontano puntino rivela la presenza di quello del Coppo dell'Orso.
Il Monte Serrone è ormai in vista e proseguiamo senza indugio alla sua volta. Il Valico Schiena d’Asino e poi una pietrosa salita che ci porta ai 1.974 metri dell’affollata cima, sovrastata dai torridi e umidi nembi che salgono dal versante laziale. In bilico sul confine regionale e su quello del parco caliamo fra le nuvole su facili passaggi di primo grado e mentre gambe, piedi e dita di Andrea iniziano e dissentire, affrontiamo la lunga cresta del Balzo di Ciotto che raggiungiamo ai 1.944 della sua massima elevazione.
Lo sterminato Campo di Grano sovrastato dal Monte Cornacchia appaiono e spaiono fra i nembi e noi tentiamo un’inutile scorciatoia che ci allunga solo il cammino. Ma finalmente, dai 1.992 metri dei Tre Confini, iniziamo a scendere e siamo in breve ai 1.860 della valletta che ospita il suggestivo Rifugio Coppo dell’Orso. I piedi fumanti di Andrea ci accompagnano ora nella discesa e infine eccoci a Fonte Astuni da dove corriamo al nostro bar per birra, patatine e quattro chiacchiere con l'espansivo gestore, che unisce sovente nell'eloquio suini e divinità.
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