Monti Invisibili
7Moleskine6Russia.JPG5Cornoorientalediario.JPG4MoleskineinTransiberiana3Chatwintaccuini.JPG2Chatwintaccuini.JPG1BruceChatwinbyLordSnowdon28luglio1982

Appunti di viaggio

Nell'era del digitale, dell'elettronico, del tecnologico, bastano un taccuino e una penna per riassaporare il piacere di mettere ordine nei pensieri, per fissare l’esperienza e dedicare una pausa di riflessione agli eventi della giornata.

La scrittura induce a soffermarsi, a non dare niente per scontato, a riassaporare momenti vissuti; il taccuino è dunque il compagno ideale del viaggiatore indipendente, che troverà anche il modo di appuntare luoghi, nomi, incontri a eventuale uso futuro.

"Perdere il passaporto era l'ultima delle mie preoccupazioni, perdere un taccuino era una catastrofe", scriveva Bruce Chatwin a proposito dei moleskine, i quaderni con la copertina nera sui quali annotava i suoi viaggi per il mondo.

Lo scrittore inglese, scomparso nel 1989, li acquistava presso una piccola cartoleria parigina in Rue de l'Ancienne Comédie e li preparava per raccogliere i suoi appunti di viaggio sempre secondo lo stesso rituale: numerava le pagine e scriveva all'interno il suo nome e almeno due indirizzi nel mondo, con la promessa di una ricompensa per la restituzione in caso di smarrimento. Suggerì il sistema anche all'amico Luis Sepùlveda e gli regalo un moleskine per un viaggio in Patagonia.

"Le vrai moleskine n'est plus", questo il lapidario annuncio della cartolaia quando nel 1986 chiuse i battenti l'ultima manifattura artigianale a Tours. Chatwin, in procinto di partire alla volta dell'Australia per raccogliere materiale sul nomadismo, acquistò tutti i taccuini rimanenti, che però non furono sufficienti.

Chatwin muore tre anni dopo e del moleskine si perdono le tracce, finché, nel 1997, un piccolo editore milanese scopre che il marchio non è stato mai registrato e decide di farlo proprio, riproponendo quel taccuino che aveva viaggiato nello zaino dello scrittore, ma anche nelle tasche di Hemingway, Picasso, Van Gogh, Matisse. E così il Moleskine è di nuovo sulla strada, compagno di avventura degli inguaribili giramondo che per i propri ricordi non si accontentano dello sguardo limitato di una fotocamera.

I Moleskine sono caratterizzati dalla copertina nera - la parola indica appunto un tipo di finta pelle cerata - e all'interno si rifanno al vecchio modello: carta di qualità, a righe a quadretti o bianca; quinterni con legatura a filo, nastrino segnalibro, tasca a soffietto sul retro per fogli sciolti e altri ricordi, angoli arrotondati; il tutto tenuto a posto da un elastico. Sono disponibili con diversi formati e caratteristiche. I più utili per il viaggiatore sono quelli della serie pocket, che misura 9x14 cm, fra cui: il notebook a quadretti o a righe, il taccuino tuttofare per i propri ricordi; il travel journal, da viaggio, diviso in 5 sezioni tematiche da compilare per ritrovare i posti giusti in giro per il mondo; il memo pockets, con 6 tasche a soffietto, per gli incalliti collezionisti di ricordi di viaggio: biglietti, francobolli, foglie, fiori e quant'altro; lo sketch album, in carta da disegno di elevata qualità, per i viaggiatori che, oltre alla penna, amano esprimersi con i colori.

Con un taccuino in tasca anche un paracarro, una pietra, il tavolino di un'osteria diventano luoghi adatti a una pausa di scrittura e riflessione.

www.moleskine.com

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