Monti Invisibili
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Messico, Guatemala, Belize, Honduras, Nicaragua, Costarica, Panama, 27 luglio - 31 agosto 1999
 
Dal diario di viaggio
 
Ciudad Cuauhtemoc, Chiapas, frontiera messicana, 1° agosto 1999. Questa mattina di buon’ora ho raggiunto Chichicastenango, a 2.030 metri di quota fra le montagne guatemalteche. Il suo mercato è sicuramente il più famoso, il più colorato, ma anche il più turistico della zona. Qui come negli altri villaggi gli antichi riti Maya si intrecciano con la religione cattolica in un sincretismo di estremo fascino. Sin dalla sera prima il mercato inizia a crescere nella grande piazza che circonda la chiesa di Santo Tomás, la cui scalinata è utilizzata dai nativi per le loro cerimonie come le ripide rampe degli antichi templi Maya. Al tramonto iniziano i riti, si alzano le preghiere mentre il fumo del copal (una specie di incenso) porta il messaggio agli dei. Per tutta la funzione domenicale gli uomini fanno bruciare sulla scalinata erbe aromatiche spingendo il fumo all’interno mentre intonano le loro litanie Maya; nell’oscura chiesa, sul pavimento, una miriade di candele che tagliano il fumo e gruppi di indios che in ginocchio sussurrano magiche parole in onore dei loro avi.
Ora con una serie di quattro rapide coincidenze sono qui in Messico. Abbiamo attraversato i 2.500 metri di Los Encuentros, siamo saliti fino a 2.900 fra pini e campi di mais. Poi Cuatro Caminos, blindati dell’Esercito lungo la strada (le montagne sono il regno della guerriglia guatemalteca); Huehuetenango e la discesa nelle gole sino ai 900 metri di La Mesilla dalla parte del Guatemala.
Ora sono in attesa del bus delle 18,30 per San Cristobal della Casas. Ho fame perché oggi non ho quasi mangiato, ma sono contento perché sono in viaggio, perché mi muovo. Spostarmi è la cosa che mi da più piacere.
 
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