Monti Invisibili
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Australia, 30 luglio – 27 agosto 2003
 
Dal diario di viaggio
 
Kata Tjuta, Northern Territory, 10 agosto 2003. Un’ora al calar del sole; una pipa ben carica fra i denti; Flavia vicino a me che disegna e i Monti Olga qui davanti che attendono di infiammarsi nei colori del tramonto.
Li abbiamo solcati in profondità oggi pomeriggio, inoltrandoci nelle gole e nelle valli di questo singolare colosso color ocra dalle “molte teste”. Un sentiero ci ha condotto nella Valle dei Venti, attraverso questi panettoni rossicci che sembrano il gioco dimenticato di un gigante; un altro, verso la gola di Walpa, nascosto e umido rifugio di piante e animali. Per la maggior parte del tempo in buona solitudine e contemplazione di queste fantastiche e ventose pietre. E il paesaggio arido e desolato si apre nei punti più nascosti in un inaspettato rigoglio di vegetazione.
Ora mi godo la pipa in attesa del tramonto.
 
Uluru, Northern Territory, 11 agosto 2003. L’ho fatto! Sono salito! Dopo dubbi e tentennamenti - è un luogo sacro, gli aborigeni non vogliono - non ho resistito alla vista della salita, al richiamo della vetta. Così sono partito inerpicandomi sulla compatta roccia rossa con pendenze mozzafiato.
E che vista sulla deserta savana a perdita d’occhio. Luoghi magici e incantati: grotte, caverne, pozze, d’acqua, financo boschetti incastrati nella roccia; e dorsali che precipitano nel vuoto come costole di una balena. Poi l’emozione della vetta, ventosa e aerea a giro d’orizzonte. E la discesa ripida e pericolosa ben più della salita.
Nella mattinata, intanto, avevamo percorso con Flavia il periplo del monolite. Mistico e affascinante con le sue ripide pareti forate di grotte e caverne; con le rigogliose foreste che si annidano nei suoi anfratti più bui e umidi. Ma nel complesso Kata Tjuta è un’altra cosa.
Ora siamo in attesa del tramonto qui davanti a Uluru. Poi domani voleremo a Cairns e un’altra fase del viaggio si aprirà.
 
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