Monti Invisibili
La Meta
Quota 2.242 m
Data 25 settembre 2026
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 1.200 m
Distanza 15,55 km
Tempo totale 7:52 h
Tempo di marcia 6:34 h
Cartografia Il Lupo Parco Nazionale d’Abruzzo
Descrizione Dal Santuario della Madonna di Canneto (1.021 m) per la Fonte Chiariglio (1.680 m, +1,22 h) e la Meta (2.242 m, +1,50 h). Ritorno per il Passo dei Monaci (1.967 m, +33 min.), il Vallone della Meta, Prato di Mezzo (1.430 m, +1,18 min.) e una lunga sterrata che poi si trasforma in un ripido ma percorribile sentiero non segnato nel bosco che riporta al Santuario (+1,31 h). Splendida e solitaria escursione dalle molteplici vedute. Numerosi bramiti di cervi dalle valli; avvistato un camoscio alla Fonte Chiariglio, due branchi sulla Meta e un’aquila sotto Prato di Mezzo.

037 Gallinaro

036 Santuario della Madonna di Canneto

035 Giovanni Paolo II

034 Giovanni Paolo II

033 Prato di Mezzo

032 Valle Pagana

031 Valle Pagana

029 Gendarme della Meta

028 Passo dei Monaci

027 Passo dei Monaci

026 La Metuccia

024 Camosci

022 Camosci

021 La Meta

019 Biscurri

018 Monte Miele

017 La Meta

016 La Meta

015 Monti Cavallo e Forcellone

014 Verso La Meta

013 Valle di Canneto e Monte Bellaveduta

012 Verso La Meta

011 Torretta di Paradiso

010 Verso la Meta

009 Verso La Meta

008 Verso La Meta

006 Cresta del Monte Tartaro

005 Verso La Meta

004 Torretta di Paradiso

003 Fonte Chiariglio

002 Verso Fonte Chiariglio

001 Santuario della Madonna di Canneto

000 La Meta altimetria
La Meta, 25 settembre 2026. Ci sono luoghi in cui la natura non è solo il fondale attraverso il quale ci muoviamo, ma è capace di diventare preghiera e ascolto. Tra gli aspri crinali e i boschi vetusti del Parco Nazionale d'Abruzzo, il passo rallenta, la mente si svuota dal rumore del mondo e il cammino da esperienza spaziale diviene un’esplorazione dentro se stessi. Seguendo eventualmente le orme di chi, come Giovanni Paolo II, tra queste cime cercava il respiro dell'infinito e la vicinanza con il Creatore.
Sono da poco rintoccate le sette quando dall’oscura facciata del Santuario della Madonna di Canneto, proprio due immagini del papa polacco, amante della montagna, sono il viatico per iniziare il mio cammino. Nel silenzio del giorno feriale m’immergo in un grande cupo bosco di faggi, dove solo il fruscio del vento e il croccare delle foglie sotto gli scarponi accompagnano la mia solitudine. E proprio nel silenzio riesco ad avvertire la presenza di una voce più profonda.
Il cammino procede ripido e rapido nella foresta ombrosa, dove vetusti patriarchi protendono le chiome da grandi massi muscosi. Il passo batte al ritmo costante del cuore e del respiro, ma la fatica della salita purifica l’animo e concentra la mente. In un’ora scorrono i primi 480 metri e poco dopo esco dal bosco alla gorgogliante Fonte del Chiariglio, dove una placca ricorda la volta che Karol Wojtyla si abbeverò a queste acque.
Con le viste che si allontano su valli di boschi ancora pienamente estivi, intraprendo ora un percorso di ocra brughiera. Decido di tagliare su ripido e ansimando come un mantice ecco i 2.240 metri de la Meta. Un branco di camosci mi osserva indifferente, lontani cervi bramiscono d’amore dalle valli.
Nel silenzio dell’ora, nella solitaria bellezza del luogo, sotto un volta blu screziata di bianco, sbuffo la mia pipa e avverto vicina la presenza del divino. Quale divino? Quello che ognuno desidera.
Rimetto ora i miei passi lungo la scabra e incisa valle. Un’aquila volteggia quando giungo al deserto Prato di Mezzo. Pochi passi di asfalto e ingaggio una lunga e ombrosa sterrata densa di cespugli di more. Un sentiero si precipita giù a scapicollo nel bosco e poi, attraverso massi dalle sembianze di una fortezza diruta, ecco di nuovo le mura del Santuario della Madonna di Canneto, ora finalmente luminose.
Qui il papa montanaro amava ritirarsi a pregare, fra questi boschi e queste montagne, tempio a cielo aperto dove ritemprare il corpo e lo spirito.