Monti Invisibili
Cimata delle Serre
Quota 1.056 m
Data 29 dicembre 2025
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello in salita 701 m
Dislivello in discesa 1.175 m
Distanza 24,19 km
Tempo totale 7:13 h
Tempo di marcia 7:04 h
Cartografia Il Lupo Lucretili
Descrizione Bus Cotral (ore 7,15) da Roma Ponte Mammolo a Tivoli e a Orvinio (809 m). Poi per Colle Migliore (909 m, +40 min.), la deviazione per il Pozzo dei Casali (933 m, +8 min.), il Pozzo del Casali (829 m, +1 h a/r), Colle Morrecara (966 m, +11 min.), la Cimata delle Serre (1.006 m, +15 min.), Piano Cannavino (1.002 m, +9 min.), Colle Civitella (1.017 m, +13 min.), la Cimata di Percile (1.017 m, +1 h), Le Serre (1.027 m, +19 min.), il Fontanile di Riofreddo (759 m, +50 min.), la deviazione per le Cascate di Rioscuro (499 m, +45 min.), le Cascate di Rioscuro (549 m, +43 min. a/r), Cineto Romano (530 m, +9 min.) e la fermata Cotral di Via Tiburtina (340 m, +42 min.). Faticosa e panoramica escursione in ambiente solitario e selvaggio.

028 Cineto Romano

027 Cineto Romano

026 Verso Cineto Romano

025 Valle di Rioscuro

024 Cascate di Rioscuro

023 Cascate di Rioscuro

022 Cascate di Rioscuro

021 Gran Sasso e Collalto Sabino

020 Cimata di Percile

019 Monte Velino

018 Verso Cimata di Percile

017 Orvinio

016 Gran Sasso

015 Verso Cimata di Percile

014 Brina e foglie

013 Monte Velino

012 Monte Velino

011 Cimata delle Serre

010 Cimata delle Serre

009 Monte Velino

007 Brina

006 Cimata delle Serre

005 Pozzo dei Casali

004 Pozzo dei Casali

003 Pozzo dei Casali

002 Verso Colle Migliore

001 Orvinio

000 Cimata delle Serre altimetria
Cimata delle Serre, 29 dicembre 2025. Ultima escursione del 2025: un anno escursionisticamente interessante ma, in mancanza della vacanza alpina e delle percorrenze plurigiornaliere degli anni passati, dai numeri limitati. 27 escursioni, 21.720 metri di dislivello 198 ore e 560 chilometri in cammino. E a conferma che i miei sentieri hanno preso ormai direzioni differenti, il 44% gestite con i trasporti pubblici che mi hanno permesso un 37% di traversate, il 44% legate alla ricerca di emergenze storiche e archeologiche e solo il 22% alla montagna propriamente detta, quella oltre i 2.000 metri di quota.
Traversata con audace combinazione di trasporti pubblici anche questa, quindi, che, alla tarda ora delle 10 di un gelido mattino di fine dicembre, mi depositano fra le piacevoli vie di Orvinio, il borgo più elevato del Parco dei Lucretili.
La giornata è breve, il percorso lungo e articolato ed io prendo subito a macinare per boschi invernali merlettati di brina, sotto un sole che diviene subito caldo.
Dai 909 metri di Colle Migliore devio alla ricerca del Pozzo dei Casali, uno sprofondamento carsico che ho adocchiato sulla cartografia. Ignoro deliberatamente un’agevole traccia segnata che si allontana dalla parte opposta e mi getto fuori sentiero per macchia a spini. Dispero di giungere a destinazione, ma con un po’ di caparbietà, qualche graffio e gps alla mano, ecco che… intercetto il sentiero che avevo tralasciato.
Sono sul bordo della grande dolina, del diametro di circa trenta metri e profonda una cinquantina, avvolta dalla vegetazione, con ripide pareti che non consigliano un eccessivo avvicinamento. Ricorda la canetra di Fosso Spedino, solo che qui non sembra possibile scendere sul fondo senza l’aiuto di una corda.
Per riprendere il mio cammino, mi affido ora al più lungo ma agevole sentiero che avevo tralasciato e in breve sono all’inizio della Cimata delle Serre, confine orientale del Parco Regionale di Monti Lucretili, a filo fra le provincie di Roma e di Rieti.
La lunga dorsale boscosa si estende per oltre quattro chilometri con andamento lineare nordovest-sudest, in un continuo di lievi saliscendi, dove la fitta vegetazione tiene purtroppo celati i monti innevati dell’Abruzzo che in questa stagione traspaiono fra gli alberi spogli.
Le successive elevazioni di Colle Morrecara, Cimata delle Serre e Colle Civitella passano quasi inavvertite e sono finalmente fuori dal bosco, appena sopra i Lagustelli di Percile. Lo sguardo finalmente si apre verso un Gran Sasso e un Velino candidi di neve.
Di nuovo in salita verso la Cimata di Percile. La dorsale è ormai aperta e la vista spazia dal Lazio all’Abruzzo, rendendo il passo agile e piacevole. Giù nel bosco per un tratto di fuorisentiero e riagguanto la traccia che percorsi due anni fa nel bel cammino da Roma al Monte Velino.
Il sole già si approssima all’orizzonte e forzo sugli scarponi per giungere in tempo al mio ultimo appuntamento. Appena sopra Riofreddo devio infatti per un sentiero ormai ombroso che inizia a gelare. La traccia si fa poi carrareccia e sono quasi a Cineto Romano quando prendo infine la deviazione lungo il Torrente Rioscuro. Fra acque tintinnanti m’inoltro nella valle sempre più cupa ed è ormai con l’ultimo sole che giungo in vista della Cascata Grande. Non ho tempo per destreggiarmi fra massi e guadi e mi accontento di una bella vista dalla distanza.
Con le ombre che si fanno notte e le cime che si arrossano, corro ora verso il borgo della Valle dell’Aniene. Una vecchina canta Tu scendi dalle stelle, quando con l’ultima luce attraverso le deserte vie di Cineto. Con una temperatura che precipita rapidamente, anche io precipito lesto lungo la strada per giungere infine nella notte gelida alla via Tiburtina e al bus che mi riporterà alle luci della Capitale.
Ora un piccolo progetto per il prossimo anno. Vedremo...