Monti Invisibili

Cala Salto del Cervo
Quota 292 m
Data 24 ottobre 2025
Sentiero segnato
Dislivello 575 m
Distanza 12,84 km
Tempo totale 5:07 h
Tempo di marcia 4:07 h
Cartografia Parco della Maremma
Descrizione Da Podere Giulia (6 m) per la Torre Bassa (69 m, +19 min.), le Vasche d’Argilla (127 m, +23 min.), i ruderi della Chiesa del Cavaliere (148 m, +4 min.), il Poggio alle Sugherine (292 m, +20 min.), il Bivio della Carbonaia (118 m, +22 min.) e la Cala Salto del Cervo (0 m, +47 min.). Ritorno per il Bivio della Carbonaia (+50 min.), Pescina di Mazzalupo, la Torre Bassa (+40 min) e Podere Giulia (+22 min.). Piacevole sgambata in ambiente di macchia mediterranea isolato e solitario. Accesso al parco previo pagamento di 10 euro al Centro Visite di Alberese (apertura ore 8,30) oppure online.
 

cala salto del cervo mappa

Traccia GPS

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torre bassa

024 Torre Bassa

torre bassa

023 Torre Bassa

corbezzolo

022 Foglie e corbezzolo

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021 Cala Salto del Cervo

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010 Cala Salto del Cervo

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009 Verso Cala Salto del Cervo

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008 Verso Cala Salto del Cervo

poggio alle sugherine

007 Poggio alle Sugherine

poggio alle sugherine

006 Poggio alle Sugherine

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005 Torre Bassa

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004 Torre Bassa

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003 Torre Bassa

podere giulia

002 Podere Giulia

podere giulia

001 Podere Giulia

cala salto del cervo altimetria

000 Parco Maremma altimetria

Cala Salto del Cervo, 24 ottobre 2025. I cammini che conducono al mare hanno un sapore diverso. Sì, quello salmastro della salsedine, ma anche il gusto del raggiungimento di un limite oltre il quale non si può proseguire. Dove ci si può finalmente accomodare, accendersi una pipa e godere del momento con lo sguardo volto all’orizzonte.
In questo raggiungimento del limite, arrivare al mare è come salire in vetta. Qui per procedere dovresti divenire padrone dell’aria, lì dell’acqua, due elementi a noi esseri terricoli fondamentalmente estranei. Ma proprio per questo capaci di affascinare animo e immaginazione con un comune senso di ignoto, di forza e di potenza.
E monti di mare, anche nella loro modesta elevazione, sono quelli dell’Uccellina – gruppo collinare costiero inserito nel Parco della Maremma – dove mi piace perdermi ogni tanto, rigorosamente fuori stagione, quando i suoi sentieri sono assolutamente solitari e selvaggi, a dispetto delle stringenti regole di tutela che governano quest’area protetta.
Quest’anno, attratto dal toponimo, scelgo di dirigermi verso la Cala Salto del Cervo, attraversando perpendicolarmente la catena per raggiungere questa solitaria baia.
I sentori sono già salmastri quando alle otto mi metto in marcia attraverso filari di ulivi onusti di frutti. Due successive scalette mi permettono di superare le recinzioni e mi precipitano nelle ombre della lecceta.
Pochi minuti per gli imponenti ruderi dell’aldobrandesca Torre Bassa, che risuonano vuoti nel frullo di piccioni come un’enorme canna d’organo.
Il cammino si fa ora ripido e selvatico fra scuri lecci e rossi corbezzoli che soddisfano la mia golosità. Numerose piazzole di carbonai ricordano quanto doveva essere abitata questa terra nei secoli trascorsi. Infatti, dopo le Vasche d’Argilla insoglio per cinghiali, poche pietre squadrate testimoniano dell’antica Chiesa del Cavaliere e di un piccolo villaggio.
Ai 292 metri del Poggio delle Sugherine avverto finalmente il respiro del mare e una torre d’avvistamento mi permette di spingere lo sguardo verso l’Amiata, l’Argentario e l’Isola del Giglio.
Una strada forestale costeggia ora alta il mare per tuffarsi poi un una sempreverde e fiorita macchia mediterranea. Erica, cisto, lentisco, ginepro e gli aromi del rosmarino pressano la traccia fra due alti muri di vegetazione che testimoniano della scarsa frequentazione del sentiero. Intanto il ruggito delle onde aumenta, fino a condurmi all’unico ripido sentiero scalettato che dà accesso all’insenatura, tempestata dalla furia del mare.
Tronchi sbiancati e ammassati sulla stretta riva, furia incessante dei marosi, ciottoli che sciabordano, gabbiani che stridono. Mi siedo su un tronco, mangio un panino e mi accendo una radica, perdendo lo sguardo verso l’orizzonte e nell’andirivieni incessante dei flutti.
La sensazione di essere fuori dal tempo, pensando a Papillon che contava le onde per trovare la sequenza che poteva portarlo via dall’Isola del Diavolo.
Il fumo sfuma coi pensieri ed io riprendo il cammino. A me basta molto meno per tornare alla vita civile, ma non sono sicuro che questo sia un vantaggio.
 

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