Monti Invisibili

Santa Eufemia a Maiella - Monte Amaro -

Rifugio Pomilio
Quota 2.793 m
Data 3 luglio 2026
Percorso segnato
Dislivello in salita 2.120 m
Dislivello in discesa 1.168 m
Distanza 25,22 km
Tempo totale 13:29 h
Tempo di marcia 12 h
Birra 0,7 l
Descrizione Da Santa Eufemia a Maiella (867 m) per la Fonte della Fratta (1.171 m, +1,22 h), la Fonte Cafaggio (1.252 m, +12 min.), l’ingresso della Rava del Ferro (1.498 m, +53 min.), l’uscita dalla Rava del Ferro (2.590 m, + 3,11 min.), Monte Amaro (2.793 m, +42 min.), Monte Tre Portoni (2.653 m, +47 min.), Cima Pomilio (2.656 m, +56 min.), Monte Focalone (2.676 m, +37 min.), il Bivacco Fusco (2.455  m, +30 min.), la Fonte Ghiacciata (2.378 m, +13 min.), Fonte Acquaviva (2.100 m, +42 min.), la Tavola dei Briganti (2.118 m, +8 min.), La Maielletta (2.045 m, +1,07 h) e il Rifugio Pomilio (+40 min.). Escursione molto faticosa e appagante per la ripidissima Rava del Ferro, chiusa nell’accesso da una grande frana di alberi. Giornata nuvolosa con ritorno costantemente in nebbia fredda. Numerosi camosci nella zona dei Tre Portoni. Passaggio per Pretoro.
 

Santa Eufemia a Maiella - Monte Amaro - Rifugio Pomilio mappa

Traccia GPS

pretoro

136 Pretoro

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135 Pretoro

le murelle

134 Le Murelle

le murelle

133 Le Murelle

mare adriatico

132 Mare Adriatico

tavola dei briganti

131 Tavola dei Briganti

selletta d'acquaviva

130 Verso la Selletta di Acquaviva

maiella camosci

129 Tre Portoni camosci

maiella camosci

128 Tre Portoni camoscio

monte amaro

127 Monte Amaro

bivacco pelino

126 Bivacco Pelino

bivacco pelino

125 Bivacco Pelino

bivacco pelino

124 Bivacco Pelino

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123 Monte Amaro

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122 Monte Amaro

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121 Monte Amaro

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120 Monte Amaro

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119 Monte Amaro

silene acaulis

118 Silene acaulis

monte amaro

117 Verso Monte Amaro

monte amaro

116 Verso Monte Amaro

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115 Verso Monte Amaro

rava del ferro

114 Verso Monte Amaro

rava del ferro

113 Rava del Ferro

rava del ferro

112 Rava del Ferro

rava del ferro

111 Rava del Ferro

rava del ferro

110 Rava del Ferro ingresso

rava del ferro

109 Verso Rava del Ferro

rocca caramanico

108 Monte Morrone e Rocca Caramanico

Santa Eufemia a Maiella - Monte Amaro - Rifugio Pomilio altimetria

000 Santa Eufemia a Maiella - Rifugio Pomilio altimetria

Pretoro 4 luglio 2026. Piedi doloranti, muscoli indolenziti, graffi e abrasioni. Dopo il Gran Sasso e il Monte Velino anche il Monte Amaro è ora nei miei passi collegato a Roma, in una mappatura che da geografica si fa emotiva. Il paradosso di questi cammini di più giorni è che la meta, in definitiva, perde importanza, sovrastata dal peso preponderante di tutto quello che c’è stato fra l’inizio e la fine. Anzi, l'arrivo è proprio un momento dolceamaro: la gioia per la meta raggiunta, la nostalgia per la strada appena conclusa.
Notte di sonno agitata nei pensieri della faticosa camminata. Alle 4 sono in piedi e al primo chiarore delle 4,45 sono in marcia sotto un cielo di nembi. I primi chilometri si snodano agili, prima su asfalto, poi in una grande e solitaria faggeta che si risveglia nel cinquettio canoro degli uccelli e che la pioviggine rende misteriosa e magica.
Finalmente mi approssimo all’ingresso della Rava del Ferro e alla grande frana di cui mi avevano parlato e che qualche preoccupazione mi destava. Una gran massa di alberi contorti, schiantati, intrecciati chiude l’entrata della rava. Ma sono alberi grandi e con qualche contorcimento in 15 minuti supero l’ostacolo. Certo se non l’eliminano, con la crescita dei rovi fra qualche tempo qui non si passa più.
E inizia il lento, instabile, faticoso incedere su ripidissima e malferma traccia. Non ho mai amato queste rave della Majella, faticose e noiose nella limitatezza delle vedute. Oggi poi il ripido canalone è immerso in una nuvola che limita ancor di più la visibilità, e così ore di passi traballanti e faticosi, guardando solo le punte degli scarponi: un’esperienza di meditazione trascendentale.
Ma infine il cielo si apre e in poco più di tre ore sono sull’altopiano sommitale. Ancora pochi passi e sono ai 2.793 metri del Monte Amaro: anche questa esperienza di cammino è compiuta.
Intorno e sotto di me un mondo noto di vette e di valli, collegato nei miei passi con casa, oggi troppo lontana per poterla scorgere, ma vicina nel mio animo. Appena sotto, il Bivacco Pelino è in ricostruzione e ormai quasi completato.
Mangio qualcosa, mi riposo e riprendo il cammino, proprio quando il cielo si chiude e questo mondo piomba in una nube per molte ore a venire.
Un orizzonte sfumato a non più di trenta metri. Gambe legnose, spalle doloranti sotto il peso dello zaino: è destino che anche il rientro diventi un’esperienza di introspezione personale.
Lingue di neve da attraversare con cautela, i micidiali saliscendi dei Tre Portoni con un vento pungente; e ancora la massacrante e instabile discesa fra due mura di pini mughi alla Fonte d’Acquaviva, dove il cielo finalmente si apre e mi concedo una sosta.
Con la fatica che morde affronto gli ultimi chilometri. Una preghiera di ringraziamento alla cappella della Madonna della Neve e alle 18 il mio cammino ha termine al purtroppo serrato Rifugio Pomilio.
Turisti in pantaloncini fotografano il vicino Adriatico, escursionisti giornalieri discendono verso le vetture e il vento gelido dell’ora mi spiega che non sarebbe una notte facile qui nel mio leggero sacco a pelo. Atterrito anche dall’idea di una battaglia con il perfido pino mugo sul percorso – sicuramente poco battuto – per Pretoro, decido di abbordare due con lo zaino per chiedere un passaggio verso valle. La fortuna mi arride: mentre chiedo la cortesia, lo sguardo cade sullo scudetto del Club2000m e subito s’intrecciano discorsi di comune appartenenza e comuni amicizie. Sono il Grandissimo Appenninista Marco Maroscia e la compagna, che gentilmente mi scarrozzano a Pretoro senza fatica.
Se un problema è risolto, rimane sempre quello di trovare un posto per dormire. Entro nel primo bar e chiedo ai gestori, che con grande gentilezza prendono a cuore la mia necessità e iniziano un giro di telefonate. Sembra tutto pieno, quando proprio con l’ultima chiamata si scopre un letto libero nel B&B Casa Milà per appena 35 euro con buona colazione inclusa.
E così alle 21 si conclude la mia avventura di cammino, con una doccia, un panino, una fetta di crostata e l’ultima birra degli 8,32 litri scorsi finora. Rimane solo la solita audace combinazione di mezzi pubblici che mi ricondurrà alla famiglia che saranno di poco passate le 14.

 

Rimessa la vita nella giusta prospettiva, lascio la Montagna Madre per avviarmi di nuovo verso la vita di tutti i giorni. Quanto durerà questa attitudine positiva, guadagnata col sudore e la fatica dei miei passi?
E intanto assaporo una rinnovata gioia per le piccole cose. Il sorso di acqua fresca al fontanile tintinnante, l’alito di vento che asciuga il sudore dalla fronte, un prato dove mi sdraio e allento gli scarponi.
Ma anche il boccale di bionda: l’ultimo degli innumerevoli che sono scorsi in questi giorni. Un premio per la fatica e il momento per sedimentare le tante emozioni del cammino. Insieme a una pipa carica di robusto tabacco inglese – dagli aromi che ricordano la terra e le essenze delle piante al mezzodì.
Nessun posto al mondo rende una birra così incredibilmente buona come la fine di un sentiero.
 

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